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“My Favorite Strings” Luciano Margorani CD Isinaz ISI 1002

by  Marco Carcasi

Luciano Margorani è un chitarrista, e agitatore in compagnia di Piero Chianura del gruppo La1919, che nel corso degli ultimi quindici anni, seppur in maniera discontinua, ci ha regalato alcune delle più significative pagine di musiche deviate create dalle nostre parti, poche soddisfazioni e molta fatica, come è facilmente intuibile. Ma ora finalmente ci si diverte. Questo infatti è il secondo lavoro solista di Margorani dopo il precedente "Home Recording Is Killing Studios" datato 1989 e lascia intravedere una bella svolta nell’operato dell’autore. Assistiamo allegramente ad una serie di duetti con amici più o meno lontani che hanno in comune la qualità di non esser stati suonati contemporaneamente nello stesso luogo, premessa fondamentale per l’autore è, infatti, il non suonare insieme nello stesso luogo e spazio, attuando in questa maniera una disgregazione del compendio temporale che permette di ricreare in seguito un collage sonoro alquanto meditato ed in questa occasione sicuramente divertito. Di eccessi cervellotici ed assoli spaccapalle in questo lavoro ve ne sono molto pochi, si predilige un approccio sicuramente soft alla materia sonora che talvolta, come nel quadretto con Chadbourne, si traduce in camminate al chiar di luna che poi sfociano in attacchi improbabili ed irregolari che zoppicando tracciano ipotetiche linee immaginarie fra generi diversi. L’attacco del disco con Gysi è un frammento divertentissimo che caracolla sorridente su territori sicuramente riconoscibili nella scuola Recommended, ma con una leggerezza invidiabile che un disco recente come quello dei Vril si sogna. Viene in mente il lessico improbabile adottato qualche secolo fa da Ferdinand Richard e non ci si sbaglia poi più di tanto. E se invece di portarci al mare l’ultimo lavoro di Tiziano Ferro mettessimo in borsa questo?

Si chiude con un pezzo inedito degli Henry Cow mai pubblicato rielaborato dal vivo.

Vi basta?